Pregiudizi e posizioni, anche quelli all’apparenza più inconciliabili,
resteranno appesi fuori dalla porta per essere re-indossati all’uscita.
(forse)

 

Nata dall’incontro di persone che si muovono tra tanti luoghi, C.A.S.A. cresce e vive ogni giorno grazie a donne e uomini che usano le distanze per costruire, scaldare e immaginare insieme gli orizzonti di un territorio in forte cambiamento e ferito dai terremoti di agosto/ottobre 2016 e gennaio 2017.

La porta di C.A.S.A è aperta a coloro che hanno il desiderio di confrontarsi, ascoltare e sperimentare in residenza la relazione tra uomo, natura e spazi, confrontandosi con le comunità autoctone e il complesso contesto esistente, per realizzare progetti specifici o interventi da donare, per riflettere insieme su tematiche legate al territorio e ai suoi abitanti.

Ci sentiamo abitanti dello spazio e ospiti consapevoli della Natura che ci circonda, all’insegna dell’ascolto e della memoria, dell’arte, della condivisione di idee, della responsabilità e della gestione comune, del rispetto e dell’amore per la montagna. Il silenzio e il buio dell’Appennino Centrale sono i nostri beni di lusso.

Coloro che scrivono nella area dedicata al blog sono solo alcune delle tante voci di C.A.S.A.