L’incontro con i Sibillini risale a diversi anni fa quando, da ragazza, con Totò, un furgone scassato che amavo tanto, e il mio fido cane Senduic, ho deciso di visitare quella zona degli Appennini, una terra che da buona alpina quale sono, conoscevo poco ma che anche da lontano emanava il suo richiamo. Un alone di mistero, una bellezza selvaggia e incontaminata mi hanno colpita al cuore. Sono tornata spesso, come se un pezzo di me fosse rimasto impigliato nei prati che sembrano mari. Inaspettatamente lo scorso anno, un amico fraterno, mi raccontava che stava lavorando a Ussita con un progetto dal basso, fondato sulla relazione con la comunità che qualche anno prima aveva vissuto il terremoto che tutti ricordiamo.
È stato un attimo ritrovarsi ad organizzare una residenza a C.A.S.A., un luogo speciale, una porta alla quale bussare per tutti coloro che visitano Ussita. Il microfono era già pronto a fare il suo lavoro certosino, quando improvvisamente il lockdown ci ha fermati tutti, come in un fermo immagine, rinchiusi ciascuno nelle proprie case. In un primo momento abbiamo rimandato, poi con grande rammarico abbiamo rinunciato. Alla fine grazie alla tenacia, alla passione e alla disponibilità della comunità abbiamo pensato che mentre tutto il mondo viveva on line, potevamo cogliere la sfida e azzardarci a fare una “residenza a distanza”, raccogliendo in video chiamata le voci per la guida “Ussita – deviazioni inedite raccontate dagli abitanti” che, nel frattempo, stava per andare in stampa. E lì qualcosa di magico è successo. Grazie soprattutto a Chiara e Patrizia di C.A.S.A. mi sono ritrovata a registrare persone meravigliose che nonostante la distanza fisica hanno saputo raccontare e mettersi a nudo. Persone con la stoffa di chi non si fa scoraggiare o fermare, nemmeno dal terremoto o da una pandemia globale. Il calore delle loro voci, la bellezza dei loro sguardi sulle proprie storie e sul futuro, mi hanno profondamente colpita. Donne, bambine, bambini e uomini in cammino, pronti ad affrontare qualsiasi cosa pur di restare vicini al Monte Bove, il “gigante”, come lo ha chiamato una bambina nata e cresciuta lì, che prima di tutto è casa, una presenza maestosa al cospetto della quale ogni sogno di felicità e libertà trova una risposta.Sara Sartori, audio documentarista
[Sara Sartori è stata invitata a curare e realizzare sette contenuti audio con le voci di alcuni abitanti, disponibili su Loquis, uno per ogni percorso dell’itinerario Vivere qui della guida “Ussita, Monti Sibillini”. Loquis è un’app gratuita che, come un vero e proprio navigatore, propone al nonturista contenuti audio da scoprire camminando lungo i percorsi della guida di Ussita. Grazie a Sara, Michela, Viola, Giuseppe, Luciano, Renato, Patrizia e Patrizia, senza i quali questo lavoro non sarebbe stato possibile.]

Sara Sartori, biografia
Sara Sartori è audio documentarista. La narrazione orale, la lentezza, la storia e la memoria sono la sua fissazione. Lavora per varie testate tra cui RSI- Radio Svizzera Italiana, Rai Radio 3, Audible. Collabora con varie realtà locali per aiutarle a non dimenticare i tesori che posseggono.

Progetto: ONCE APP_ON A TIME
Vincitore del bando “Sostegno ai giovani talenti”
Finanziato da: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale
Soggetto Capofila: Associazione Socio-culturale Riverrun
Soggetti partner: Associazione culturale Omphalos – Associazione culturale Sineglossa
