Amo da sempre la fotografia d’archivio: quando avevo 18 anni, ascoltai dal vivo Gianni Berengo Gardin dire: “tutte le foto col tempo diventano bellissime”. L’arte, ma soprattutto il collage è sempre stato per me un meccanismo di conoscenza, una modalità per esplorare la realtà, entrarci dentro, farmela amica, intuire anche solo per un istante la complessità che abbraccia le emozioni e la vita delle persone. Per questo quando l’associazione C.A.S.A., Sineglossa e la casa editrice Ediciclo mi hanno proposto di creare delle opere da inserire in una guida di Ussita a partire dagli archivi storici delle fotografie delle comunità locali ho subito accettato con entusiasmo e con quell’apprensione emotiva di chi sa che avrà tra le mani un mondo fragilissimo fatto di storie allegre e dolorose, di frammenti di sogni e di saperi che in nessun modo potranno davvero essere onorati al 100%. Mi sono immerso tra centinaia di foto, guide botaniche, lettere, documenti che avevano in comune le proprie radici, come un nipote che riprova a costruire la storia di un nonno mai conosciuto di persona (ma del quale ha sentito mille racconti) a partire da un album di famiglia. Ho sognato ad occhi aperti e mi sono concesso il regalo più bello che un adulto può farsi: giocare. Ho giocato ad unire i vari frammenti trovati seguendo l’intuizione e la mia modalità di lavoro, accostando luoghi e flora, sorrisi e grafie, generando manifesti che regalassero un po’ di tempo in più e un po’ di luce alle tante storie personali.
Ho immaginato la spensieratezza dei bambini di altre epoche e l’ho unita a al sapore della trota fario, ho raccolto dei fiori su un dirupo e li ho messi nel bicchiere di un tinello di una casa che non c’è più. Ho preso il segno tremolante di una biro usata per scrivere una poesia per un amore lontano e l’ho incastrata al cielo che abbraccia il Monte Bove, Ho trovato l’eco di una colonia estiva e ho immerso in una piscina gli insegnamenti ricevuti dal maestro di sci. Ho portato avanti così una ricerca, una piccola ma avventurosa esplorazione, ho cercato il mio sentiero in questi percorsi e allo stesso tempo ho provato a disseminare in essi i frammenti nascosti che magicamente rendono la terra un territorio, le persone una comunità. Ho pensato alle macerie, quelle reali dei luoghi distrutti dal sisma e quelle interiori che attraversano l’esistenza di ognuno di noi e ho visto di nuove il sole, che ogni giorno sorge regalandoci la luce con la quale possiamo ancora meravigliarci di fronte all’arte e alla natura, nonostante tutto, insieme a questo tutto.

Giacomo Giovannetti pop artist

[Giacomo Giovannetti è un giovane artista senigalliese che abbiamo coinvolto in residenza a febbraio per lavorare su tantissimo materiale arrivato dalla popolazione per la guida di Ussita: scritti, lettere, fotografie, vecchi libri, appunti, diapositive, articoli di giornale, cartoline. Abbiamo messo tra le sue mani questo prezioso materiale, una piccola scatola delle meraviglie da cui Giacomo ha attinto per la realizzazione di alcuni collage che saranno contenuti nella guida di comunità “Ussita, Monti Sibillini – deviazioni inedite raccontate dagli abitanti”, pubblicata a luglio 2020 per la collana nonturismo di Ediciclo Editore.]


Giacomo Giovannetti, biografia
Ex Allievo del maestro Concetto Pozzati all’Accademia di Belle Arti di Bologna, diplomato presso la scuola Aspic di Roma in arte-terapie e counseling espressivo e laureato all’università di Perugia con una tesi in pedagogia interculturale, Giacomo Giovannetti si definisce un outlier del mondo della creatività. Intreccia l’esperienza didattica e laboratoriale ispirata alle figure di Gianni Rodari e Bruno Munari a quella grafico espressiva, unendo il graphic design, il collage e il disegno ad un impegno costante per promuovere temi come il rispetto per l’ambiente e i diritti umani, utilizzando l’arte come strumento di conoscenza ed evoluzione, personale e collettivo. Dal 2011 è fondatore è proprietario del brand Upupa&Colibrì, il primo brand streetwear marchigiano. I suoi punti di riferimento nel panorama dell’arte contemporanea sono Gianfranco Baruchello e Jean Micheal Basquiat.


Progetto: ONCE APP_ON A TIME
Vincitore del bando “Sostegno ai giovani talenti”
Finanziato da: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale
Soggetto Capofila: Associazione Socio-culturale Riverrun
Soggetti partner: Associazione culturale Omphalos – Associazione culturale Sineglossa