Massimo non lo conoscevo, la sua storia l’ho conosciuta tramite Maria Cristina ad una conferenza a Colfiorito sul gasdotto SNAM rete adriatica. Ma è il suo ricordo che mi ha spinto.

Questa settimana abbiamo ospitato il geologo Francesco Aucone insieme a cinque tecnici volontari provenienti da varie parti del centro Italia (fisici, ingegneri e altri geologi) per eseguire nel Centro Faunistico di Castelsantangelo sul Nera (MC) i rilievi delle frane e dei dissesti causati dal sisma, con l’obiettivo di realizzare un progetto di bonifica e recupero del centro e accelerarne la riapertura.

Ogni sera abbiamo ascoltato affascinati i racconti delle loro giornate trascorse a monitorare un’area di 29 ettari e gli elementi in equilibrio instabile, come massi e detriti pericolanti smossi dal sisma, e le loro riflessioni operative per cercare di realizzare un progetto di rimozione o stabilizzazione di questi elementi.

Dal punto di vista tecnico, quello che mi ha più colpito sono le deformazioni che un sisma provoca sulla superficie terrestre. Dal punto di vista umano, è sicuramente l’amore di certe persone per questo territorio, persone che si muovono ogni giorno senza nessuna pubblicità, anche al di là anche delle loro competenze. Come Federico, il veterinario del Parco, che oggi se ne stava lì a riparare tutte le gabbie…

Tramite i loro racconti abbiamo “conosciuto” Occo ed Occa, i due allocchetti di pochi mesi ospitati nel centro insieme a due caprioli, Gemini e Perseo. Merlino è stato sempre presente nelle nostre conversazioni, mentre è in attesa di una compagna in arrivo.

Il progetto nasce da una convenzione stabilita tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Comune di Castelsantangelo, per accelerare la messa in sicurezza di una struttura necessaria alle attività di conservazione della fauna, una riapertura che potrà aiutare Stefania Servili nella gestione e riattivazione del centro. Francesco ha avuto il prezioso supporto di Maria Cristina Garofalo autrice insieme al nostro amico Massimo Dell’Orso del libro “La notte della polvere”, libro che consigliamo di leggere a chiunque attraversa questi territori per raccogliere l’eredità di chi li ha sempre incondizionatamente amati.

Nelle prossime settimane Francesco scriverà il progetto di risistemazione, bonifica e messa in sicurezza. Speriamo che il Comune indìca presto una gara per imprese specializzate per questo tipo di lavoro e che la fase di ricerca fondi aiuti la riapertura di quello che è, a tutti gli effetti, l’ospedale sul campo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini per tutti i nostri amici selvatici. Per farlo tornare ad essere un centro vivo e attivo per la conservazione, anche con finalità scientifiche e didattico-educative (scuole, educazione ambientale) e di valorizzazione turistica del territorio. Grazie al lavoro di Francesco, Lorenzo e di tutti i volontari… tornate presto, noi vi aspettiamo.

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