i fiori per Cesarina e Maria Santa, e i loro sorrisi / diventare la nipote di qualcuno per un giorno / la vite “amerigana” / le foto istantanee con alle spalle la propria casa / le lasagne di mia madre per tutti / il vino francese riempito da Urbano, che non lo beve / scalare macerie / le lenticchie solo per i vegetariani visipallidi / il pesce da Ascoli / il Deltaplano / i militari e il passito di Pantelleria / ripararsi insieme dalla pioggia / il compleanno di Christian / le scritte sui muri di Castelluccio / i proverbi da non dimenticare / “preparatevi donne che arriva Camillo” / cappelli di paglia e cuori su cartoncini blu / le carte da gioco dopo pranzo / Miledy e la marmitta infuocata / l’amicizia,  giovane e solida / sei meloni da tagliare / il salotto open space dove mangiamo, parliamo, raccontiamo, ridiamo / una pentola gigante / Rosalba in cucina / Rai News 24 / il deep Blue container / tuttafiamma / le fornaci e i suoi guardiani notturni / la cassa integrazione / una sfinge che sembra davvero un colibrì / Alessio che spunta all’improvviso / gente che si somiglia senza essere parente / la fioritura passata / le pecore o sassi mobili? / il gatto delle nevi / lavori in corso che ci dividono …

… grazie Castelluccio per averci accolto così. Torneremo presto.

 

Castelluccio sta sopra un monticello,

attorno attorno c’è una gran pianura,

d’inverno non ci risiede neanche un uccello

che il Vettore gli mette paura.

Vi parlo l’italiano e no il tedesco,

nove mesi d’inverno e tre di fresco. 

(proverbio castellucciano, raccontata da Amerigo)

 

Questi tre non so’ per te

gira sempre e non va vè,

sei un po’ troppo innamorata

questa volta l’hai sbagliata

ora ad Ostia so’ tornato

sempre fisso fidanzato

co’ la giovane cassiera

te saluto musichiera!

(1961, prima scritta apparsa a Castelluccio, Vicolo del Gufo, autore R.)

 

Foto e sguardo di Claudio Colotti.

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