“Dobbiamo amare i nostri ieri, ma non portarli come un peso nel futuro. Ogni generazione deve prendere nutrimento dalle altre e dare conoscenza a quelle che vengono dopo.”
(Ardis Rumsey Whitman)

La notte tra il 30 aprile e il 1 maggio si rinnova un antico rito pagano, inno alla fertilità e saluto alla primavera: il Piantamaggio. È un rito collettivo e sociale per natura, emerso fin dai primi incontri della guida di comunità nel capitolo dedicato a spiritualità e tradizioni perdute. Sono molti anni che non viene più celebrato ad Ussita, qualcuno dice venti, qualcun’altro addirittura trenta. Come per altre tradizioni, a Casali c’è una memoria più recente e riusciamo ancora a recuperare qualche strofa nei vecchi cassetti dei ricordi.

La tradizione vuole che si scelga (e che siano le donne a farlo) un albero di faggio, anche chiamato il maggio, il più alto e longilineo, armonioso e non curvo, di un diametro non superiore ai 30/40 cm. Insomma, deve essere il più bello. Alcuni ci hanno raccontato come il 30 aprile questo simbolo di fertilità veniva preso – o rubato? – dai giovani del paese, tagliato e portato in piazza, o in un luogo comunque centrale per la comunità. Dopo averlo pulito dalla corteccia tutti insieme, veniva piantato e innalzato dagli uomini, incitati dalle donne. Seguivano canti vivaci e abbondanti libagioni. Una festa di Primavera per introdurre i giovani uomini (ma anche le giovani donne) all’età adulta…

Ecco maggio ch’è venuto
son tre dì che l’ho saputo
L’ho saputo per viaggio
fori aprile e dentro maggio

 

Ogni martedì alle 16.00 ci si incontra a Casetta Ruggeri per organizzare il Piantamaggio ad Ussita, insieme a Psy+ Onlus e ProLoco Ussita 7.1. Gli incontri sono aperti a tutti. Venite per raccogliere il passato, raccontarlo, trasmetterlo e, cosa più importante ancora, custodirlo.

Il Piantamaggio 2019 (taglio, trasporto, pulizia, alzata, festa) si svolgerà ad Ussita martedì 30 aprile, lungo tutto l’arco della giornata.