In lingua inglese due si traduce con “dovuto”, forse dovremmo far riferimento anche a questo per ricordarci che quando pretendiamo una ricostruzione ed un futuro degno non facciamo altro che chiedere qualcosa che ci spetta, che è doveroso, come collettività.

Domenica 28 ottobre, ore 10.00
Piazzale Selvapiana 1 – Felycita, Frontignano di Ussita (MC)
Passeggiata conoscitiva “raccontando Frontignano”: aneddoti e testimonianze che incontreremo lungo la strada, a cura di C.A.S.A. L’iniziativa rientra nel programma del festival DUE di Terre in Moto Marche.

Breve camminata per le strade della più alta frazione di Ussita a 1.350m slm ai piedi del Monte Cornaccione, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Frontignano conserva attualmente il maggior numero di abitazioni agibili della zona, alcune purtroppo in abbandono. Nata negli anni Cinquanta sullo slancio del turismo legato agli impianti sciistici (chiusi dopo i terremoti del 2016), è composta prevalentemente da seconde case e diverse strutture turistiche, oggi inagibili. Ma le storie che qui sono passate restano intatte nelle diapositive, nelle foto, nei racconti, nei ricordi. A DUE anni dal sisma alcune persone continuano instancabilmente a frequentare Frontignano, nella speranza che un giorno potrà tornare a vivere e funzionare meglio di prima. I camminatori saranno accompagnati da alcuni di loro per ricostruire la storia e scoprire gli aneddoti della località. L’appuntamento è organizzato da C.A.S.A., che sarà tappa e ristoro intermedio della passeggiata.


Due. Non arrendersi agli anni e ai governi che passano. 26/30 ottobre 2018
Tutto il programma

Le due giornate del 26 e del 30 ottobre del 2016 colpirono un territorio già gravemente ferito dalle scosse di due mesi prima arrivando ad interessare un’area imponente in quattro regioni diverse, l’intero Appennino centrale si era letteralmente spaccato in due. Sono trascorsi due anni da quelle tragiche giornate e questo eterno post terremoto che forse non è mai veramente iniziato non riempie più le cronache dei giornali e delle televisioni, che salvo qualche rara eccezione, tornano stancamente sull’argomento solo in occasione di ricorrenze particolari. Nel frattempo la ricostruzione e la rassegnazione hanno andamenti opposti: la prima è immobile come le pietre su cui è oramai cresciuta rigogliosa l’erba, mentre la seconda aumenta associata ad una frustrazione che rischia di distruggere il patrimonio umano e immateriale di questi luoghi. Continua a leggere su terreinmotomarche.blogspot.com

La foto in copertina è di Michele Vittori per lo Stato delle cose, tratta dal reportage fotografico Frontignano di Ussita, il silenzio dei luoghi dopo il sisma.


1 commento

tamoxifen · 12 Dicembre 2018 alle 7:58 AM

tamoxifen

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