Testo tratto da “Il fuoco e il racconto” di Giorgio Agamben, una storia raccontata da Sholem e riadattata da Leonardo Delogu per Corale, Preci. Da agosto 2018, appeso al Bar Due Monti e dedicato a tutti gli ussitani e alle comunità, vicine e lontane, di oggi e di ieri, colpite dai terremoti.

 

Quando dovevamo assolvere un compito difficile

andavamo in un certo posto nel bosco,

accendevamo un fuoco,

dicevamo le preghiere

e ciò che volevamo si realizzava.

 

Quando una generazione dopo

ci trovammo difronte allo stesso problema,

ci recammo in quel posto nel bosco:

“Non sappiamo più accendere il fuoco, ma possiamo dire le preghiere”

e tutto avvenne secondo il nostro desiderio.

 

Ancora una generazione dopo ci trovammo nella stessa situazione,

andammo nel bosco e qualcuno disse:

“Non sappiamo più accendere il fuoco, non sappiamo più dire le preghiere,

ma conosciamo il posto nel bosco, e questo deve bastare.”

E infatti bastò.

 

Ma quando un’altra generazione trascorse

e dovemmo misurarci ancora con la stessa difficoltà

ci sedemmo davanti alle nostre case e qualcuno disse:

“Non sappiamo più accendere il fuoco,

non siamo capaci di recitare le preghiere

e non conosciamo neanche il posto nel bosco

ma di tutto questo possiamo raccontare la storia”

E, ancora una volta, questo bastò.