Dal porto di montagna: sei oggetti e una …
Dal porto di montagna: sei oggetti e una …

Dal porto di montagna: sei oggetti e una …

In questo delicato periodo ci stiamo interrogando molto su come portare avanti il porto di montagna, uno spazio che vive perché riempito, perché sociale e collettivo, anche quando da Frontignano scende più a valle creando spazi di condivisione in paese. Abbiamo pensato di esercitare questa riflessione in primis tra noi, cercando in oggetti e simboli alcuni spunti su cosa accade se abitiamo e su come affrontare il presente… sono spuntati sei oggetti.

Il primo è un amuleto di fili d’erba, regalato ad uno di noi da una bambina di Ussita durante una passeggiata, un incontro reso possibile grazie ad un passeggiata estiva e che esprime in un piccolo gesto il legame affettivo tra CASA e le persone che qui abitano, sempre avvolto nella natura, un faro sempre acceso. Tra gli strumenti di lavoro utilizziamo spesso un hard disk arancione. Contiene memoria, come siamo arrivati qui dopo 2 anni di attività, ma anche la memoria collettiva che cerchiamo di preservare, ad esempio con la guida nonturismo. Ha un rinforzo esterno, è parecchio robusto. Ha un’entrata e un’uscita, anche lui “è un po’ porto di montagna” perchè si collega a ogni tipo di computer e può portare in giro la memoria lì racchiusa, senza perderla. Due sono le pietre che abbiamo tirato fuori dai nostri cassetti. La drusa di ametista è la pietra preferita di qualcuno, una pietra di trasformazione che aiuta ad abbandonare le vecchie forme di pensiero per far posto al nuovo. Di fronte a situazioni avverse aiuta a mantenere la calma e stimola la capacità di reazione davanti a problemi e minacce. È la pietra dell’umiltà, e questo ci piace molto perché ci ricorda di rinunciare all’orgoglio in cambio di saggezza e serenità più elevate. Rafforza l’autostima, la forza di volontà, capacità critica, onestà e rettitudine. Come l’ametista aiuta a ristabilire l’unità, CASA è sempre stato un posto anche per ricaricarsi, dove energie contrastanti si placano e trovano pace. La seconda pietra è una pietra pomice, proveniente da Lipari, Sicilia. È una pietra vulcanica, non sedimentaria. Esplosiva in primis, come siamo stati per tante cose! E ci porta un po’ di testardaggine siciliana, sempre d’aiuto. È l’unica pietra che galleggia e dona leggerezza. Al suo interno è ricca di differenti elementi, una diversità che aiuta a pulire, a togliere le cose vecchie e superflue. Ci piace continuare ad immaginare CASA anche come qualcosa che fa posto al nuovo. La pomice è un sasso: nonostante sia leggero ha sempre un certo peso. Il legno è un materiale comune nel porto di montagna e nella vita in alta quota, e la spirale in legno che una di noi ha portato è un simbolo ricorrente, di rinascita, di espansione. Rappresenta il movimento, l’energia che è tramite tra opposti in divenire. Simboleggia sviluppo, rotazione creativa e continuità ciclica. Il legno è il materiale di cui è fatto anche un gioco antico e semplice, che genera sempre sorrisi: la trottola. Per funzionare necessita di esercizio, desiderio e fermezza, e quando inizia a girare si resta tutti incantati. Sbatte da tutte le parti, si muove tra gli ostacoli, è imprevedibile, il cambiare direzione non la spaventa… il suo roteare non delude mai. Quando cade o si ferma sembra essere tutto finito. Ma poi arriva sempre qualcuno che la rimette in vita e allora si riparte...

Quello che è nato come gioco tra noi vogliamo leggerlo come una storia, un percorso che parla tante lingue diverse quante sono le prospettive che in questi due anni hanno scelto di camminare insieme. Se guardiamo al porto di montagna e agli oggetti che lo popolano, ci rendiamo conto che sono tutti in continuo movimento. La nostra sede è un crocevia di incontri, ricerche, confronti, transiti e scontri: storie che ci portano immediatamente a condividere, a eliminare il confine tra interno ed esterno. Che era poi l’intento originario di quando siamo arrivati ad Ussita, anche da altri territori: dare vita a uno spazio che fosse in grado di aprirsi ed accogliere, ma anche per riempirsi lo zaino e partire verso altri lidi. Ora più che mai, in questo momento delicato per il nostro paese, desideriamo riappropriarci di tutto questo. Una cosa su cui siamo tutti d’accordo: farlo presto e insieme. È una promessa. 

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