25 Aprile 2019
Un anno fa il festival ITACÀ sui Monti Sibillini iniziava con l’incontro “Restanza e Resistenza”, da cui poi abbiamo estratto la riflessione “Come gli uomini che sono morti per il nostro futuro”. Quella stessa mattina, anche se presi dagli allestimenti, ognuno di noi è riuscito a fare un salto in località Vena d’Oro di Ussita per rendere omaggio a Pietro Capuzi. Per chi non lo conoscesse, Pietro era un comandante partigiano nato a Visso, catturato a Macereto durante una missione ispettiva e ucciso barbaramente ad Ussita il 9 maggio 1944 dai tedeschi, che accanitamente lo ricercavano. I cedri del Libano sul viale di accesso al Monumento rappresentano i partigiani delle Marche insigniti di medaglia d’oro o d’argento, tra cui anche lui.

25 Aprile 2020
Quest’anno abbiamo deciso di celebrare il 25 aprile rendendo omaggio a sette fratelli (Gelindo, Antenore, Aido, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore) e a loro padre, Alcide Cervi, che ne raccontò la storia. Contadini, emiliani, che senza un attimo di esitazione, lottarono per la libertà, fino a trovare la morte il 23 dicembre 1943 al poligono di tiro di Reggio Emilia. Oggi, Festa della Liberazione, siamo di nuovo insieme, seppur a distanza, allineati ai loro valori. Non potendoci ritrovare al Monumento a Capuzi, abbiamo deciso all’interno della nostra iniziativa “Racconti al telefono per l’Altonera” di condividere e rendere pubblica la lettura fatta da Augusto Ciuffetti di “Sette fratelli e un padre”, dal discorso commemorativo di Pietro Calamandrei, tenuto a Roma il 17 gennaio 1954. Con le parole di uno dei padri della nostra Costituzione, onoriamo tutti insieme questa festa e coloro che hanno reso possibile la Resistenza Italiana contro l’occupazione tedesca e il regime fascista. In noi saranno sempre vivi e presenti.

Buon ascolto, buon 25 aprile e soprattutto buona Liberazione!

Qui
vivono per sempre
gli occhi che furono chiusi alla luce
perché tutti
li avessero aperti
per sempre
alla luce.
G. Ungaretti